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Coronavirus: il confine tra emergenza sanitaria e tutela dei diritti

Sono ancora molto incerti i tempi sulla fine dell’emergenza sanitaria innescata dal diffondersi del Coronavirus, ma già sono tristemente evidenti le sue conseguenze socio-economiche sul sistema Paese.

 

I tentativi di arginare il propagarsi del Covid-19, se da un lato sono necessari, indispensabili, per tutelare il bene prezioso della salute di tutti, dall’altro lato vanno a limitare drasticamente le altre libertà individuali, come mai avvenuto nella storia della nostra Repubblica e come sicuramente mai avremmo potuto immaginare fino a soltanto un mese fa.

 

Esiste un confine fra bene da tutelare e le limitazioni che si possono fare agli altri diritti fondamentali?

 

Le misure finora prese dal Governo sono adeguate e, soprattutto, efficaci per combattere la pandemia in atto senza lasciare troppe vittime, dirette e indirette, sul percorso della ripresa?

 

Cerchiamo di fare un punto della situazione attuale fra emergenza sanitaria da Coronavirus da scongiurare e difesa dei diritti costituzionali.


DI COSA SI TRATTA

È stato chiarito che questo virus è una molecola aggregata, la quale causa una malattia infettiva respiratoria, in alcuni casi anche letale.

Di Coronavirus ne sono stati individuati e catalogati diversi ceppi nel corso degli anni, mentre l’attuale forma, quella che sta sconvolgendo le abitudini di vita di tutta la popolazione mondiale, non è stata mai classificata prima del mese di dicembre 2019.

Infatti, la patologia causata dal Coronavirus è stata catalogata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome di Covid-19, acronimo composto da “Co” che significa Corona, “Vi” che sta per Virus, “D” per Disease (malattia) e “19” indica l’anno in cui si è manifestato la prima volta.

Quanto al come ha fatto il Covid-19 a dar seguito a una Pandemia le teorie sono varie: c’è chi sostiene che si è verificato il cosiddetto “Spill Over” (Salto di Specie) ovvero dal pipistrello è passato all’essere umano, chi invece sostiene che il Virus della SARS modificato per errore sia uscito da un laboratorio di Wuhan in Cina e altri ancora sostengono addirittura una teoria certamente più complottista che vedrebbe nella mano intenzionale dell’uomo la causa.

Certo è che la questione è complessa, delicata e ancora al vaglio della Comunità Scientifica, la quale ne cerca ancora l’origine e soprattutto un vaccino.

QUALI SINTOMI E QUALI EFFETTI HA IL CORONAVIRUS SULL’ESSERE UMANO?

Inizialmente il virus era stata assimilato a una forma influenzale virale, per via della similitudine delle sintomatologie come febbre, tosse, mal di testa, dolori articolari e difficoltà respiratorie.

Successivamente si è compreso che a differenza delle più comuni influenze il virus del Covid-19 era in grado di penetrare più in profondità nelle vie respiratorie, scendendo agevolmente nei bronchi per annidarsi poi nei polmoni, generando delle gravissime difficoltà respiratorie, polmoniti, insufficienze renali e, talvolta, anche la morte.

Ovviamente, i dati fino a oggi acquisti dimostrano che la percentuale di decessi è relativamente bassa, ed è aggravata dalle condizione di salute preesistenti già debilitate o immunodepresse in cui verte l’organismo ospite, ma non vuol dire che in assenza di tali condizioni non può essere letale.

QUANTO SOPRAVVIVE IL CORONAVIRUS SUGLI OGGETTI

La vitalità del Covid-19 sugli oggetti è ancora in fase di studio, certo è che ad oggi è stato reso noto che lo stesso può sopravvivere anche molte ore, alcuni virologi parlano di giorni anche se mantenendo una carica virale bassa.

Alcuni studi scientifici come quello del “National Institutes of Heath” hanno appurato che il Coronavirus mantiene una vitalità differente a seconda dei materiali su cui si deposita, ad esempio:

  • Sul Rame, il Virus resiste dalle 2 alle 4 ore;
  • Sul Cartone, il virus resiste dalle 5 alle 24 ore;
  • Sull’ Acciaio il virus dimezza la propria carica dopo 6 ore fino ad all’azzeramento dopo 48 ore;
  • Sulla Plastica dimezza la propria carica dopo 7 ore mentre il completo azzeramento dopo circa 72 ore.

Inoltre, il medesimo studio fa riferimento alla durata del Coronavirus in un ambiente chiuso come, ad esempio, in ascensore, dove si parla di una vitalità del Virus di 1 ora e di un tempo di 3 ore per ridurre la propria carica virale.

Altri studi sostengono che il Coronavirus mantenga una vitalità molto più lung,a ma che ovviamente si riduce con il passare delle ore.

Ovviamente si invita caldamente il lettore a mantenere il giusto distacco critico da quanto sopra riportato, mentre si consiglia comunque di disinfettare frequentemente gli oggetti potenzialmente esposti al contagio con Alcol Etilico in percentuale alta, meglio se compresa tra il 65% ed il 75% oppure con prodotti a base di Cloro al 0,5% almeno.

Ancora, altre buone regole sono, ovviamente, di evitare di toccarsi naso, bocca, e orecchie con le mani e non entrare in casa con le scarpe con cui si è usciti in strada, le quali andrebbero poi pulirle accuratamente.

MISURE STRAORDINARIE DEL GOVERNO ITALIANO PER CONTENERE IL CORONAVIRUS

Il nostro attuale Presidente del Consiglio, con una serie di provvedimenti, più che mai noti in questo periodo storico, ovvero i cosiddetti DPCM, ha limitato momentaneamente alcune delle fondamentali libertà personali dell’individuo relative alla vita sociale e alle attività economiche.

Tale fonte normativa dal carattere generale e astratto, proprio in virtù della sua natura provvisoria e della successiva necessità di conversione in Legge, pone dei dubbi sulla Legittimità di applicazione.

Infatti, potrebbe creare, a parere dello scrivente, non pochi problemi e pertanto conseguenti Giudizi finalizzati a opporsi alle sanzioni applicate, mentre l’adozione di una Legge poteva essere una scelta sicuramente più efficace.

Comunque, il fine di tali provvedimenti, è quello di contenere il contagio e tutelare il bene della vita umana, ciò però impone un duplice prezzo “da pagare”.

 

LIMITI ALLE LIBERTÀ PERSONALI

Il PRIMO, è quello immediato ovvero la conseguente compressione della libertà personale dell’individuo, diritto Costituzionalmente garantito fin dall’anno 1948 con l’entrata in vigore della Costituzione Italiana, che dedica il Testo I° ai “ Rapporti Civici” con gli articoli che vanno dal 13 al 28 (attualmente oggetto di ristrettezze).

Tra i più pertinenti spicca, l’art 13 il quale recita espressamente al comma I° che “la libertà personale è inviolabile…” il che non sembra proprio così nell’attuale momento storico in cui siamo costretti a stare in casa.

L’Art 15 al comma I°, invece relativo alla “.. libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione che sono inviolabili…” anche questo è oggetto di probabili limitazioni, perché attualmente si sta discutendo sulla possibilità di una “temporanea” tracciabilità delle celle dei telefoni cellulari e tutto ciò che ne consegue in merito alle comunicazioni… ciò al fine di individuare i trasgressori delle misure limitative attualmente poste in essere e/o individuare le persone identificate come positive al Covid-19.

Oppure anche l’art. 16 relativamente alla libertà di circolazione “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale..”  anche qui il dettato costituzionale subisce una forte compressione seppur previsto dal medesimo articolo che precisa infatti al comma successivo  “…salvo le limitazioni che la Legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza…

Anche l’Art 17 relativo alla libertà di riunione “ I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso…”  anche qui come da copione è applicata una limitazione prevista comunque e sempre nel medesimo articolo il quale prosegue “…possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.

Ancora, degno di rilievo è anche l’Art 19 sulla libertà di culto “ Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.”

Mentre i Decreti emessi in questo periodo sospendono ogni forma di aggregazione, anche ai fini della propaganda del culto.

Ulteriormente anche il Titolo III° relativo “Rapporti Economici” con gli artt. Dal 35 al 47 del medesimo dettato Costituzionale, prevede un’ampia libertà anche questa attualmente circoscritta ad alcuni settori lavorativi e con modalità limitate.

Infatti, all’ art. 35 prevede che “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni… Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla Legge nell’interesse generale e tutela il lavoro italiano all’Estero.“ Anche qui, è stata imposta il divieto momentaneo di emigrazione se non il alcuni singoli fondamentali settori lavorativi.

Si proseguire ancora con le previsioni di cui all’Art. 41 il quale recita “l’iniziativa economica privata è libera..” ma anch’essa momentaneamente soggetta alle limitazioni imposte dal governo, che ne riduce o ne sospende l’applicazione.

Infine, ma non ultimo, anche a livello Europeo quasi tutti gli stati membri sono stati interessati dai medesimi provvedimenti restrittivi, i quali limitano sempre gli stessi diritti come la libertà di circolazione degli individui / lavoratori, sospendendo l’accordo e la convenzione di Shenghen firmate dagli stati membri rispettivamente nel 14 giugno del 1985 e nel 19 giugno del 1990.

Come anche la sospensione del Regolamento UE n. 42 del 05 aprile 2011, il quale sancisce ulteriormente gli aspetti pratici finalizzati a garantire la libera circolazione dei lavoratori, come il soggiorno degli stessi e delle proprie famiglie modificando e dettagliando la materia.

 

BLOCCO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

IL SECONDO solo in ordine temporale non di importanza, ma purtroppo attuale anche questo, è la ripercussione che questo periodo di blocco avrà sulle attività produttive, le quali ridurranno notevolmente i propri fatturati in danno al nostro Paese, all’Europa e all’intera comunità mondiale.

Gli esperti parlano che tale rallentamento costerà moltissimo in termini economici alle Nazioni, precisamente quanto, dipende dal grado e dalla portata della Pandemia, come dal tempo speso per il contenimento del Coronavirus, ma è possibile azzardare una riduzione del PIL annuo in termini di percentuali dello stesso.

Per parlare di numeri più papabili, la Confcommercio ha stimato una perdita di circa 5/10 miliardi di Euro per una sospensione delle attività produttive soltanto fino al 30 maggio.

Mentre, il settore Turistico che produce il 12% lordo del Pil Italiano, ovvero un giro di affari di circa 147 miliardi, è attualmente collassato ed impiegherà moltissimi mesi se non qualche anno, per riprendersi dopo la fine della crisi.

Ancor più nel piccolo tali misure di compressione della libertà dell’individuo e delle attività lavorative, che si ritiene comunque necessarie, generano l’effetto che molti cittadini Italiani non avranno più i soldi per fare la spesa e con conseguenti episodi di micro criminalità.

Infatti, a questo sta lavorando il Governo per dare quanto prima un supporto economico, che deve garantire ad ogni cittadino un importo minimo per i generi di prima necessità come quelli alimentari, oltre ad una seria e concreta sospensione di tasse e tributi per qualche mese

A tal proposito, sono stati promesse delle somme di denaro per alcune categorie di lavoratori, le quali sia per importi che per modalità non sono assolutamente sufficienti oltre che ancora non materialmente corrisposte e non se ne capisce il motivo.

Il Governo Italiano attualmente sta valutando la sottoscrizione del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) detto anche Fondo Salva Stati che, lo si ricorda, è uno strumento concepito nel 2012 per aiutare i Paesi in profonda Crisi e in caso di fallimento ed è stato già utilizzato in precedenza dalla Spagna e dalla Grecia

Di cosa tratta questo fondo?,Il MES è un prestito che in qualità di credito privilegiato viene pagato addirittura prima del debito pubblico a dei tassi ancora non noti, a differenza degli Eurobond il cui debito va alla commissione Europea che non accresce invece il debito dello stato richiedente.

Per questo il MES rappresentando un prestito può danneggiare con verosimile certezza l’economia dello stato aderente, infatti alcuni sostengono che seppur con un’espressione colorita la sottoscrizione equivale alla “condanna a morte” del Paese.

Questo perché il MES rappresenta soldi in prestito, a condizioni più o meno onerose per lo stato sottoscrivente, che sommato al debito pubblico produrrà l’effetto di inevitabile impoverimento dello stesso, a tutto vantaggio di alcuni degli stati membri più ricchi che hanno palesi interessi economici sull’Italia.

Differentemente, invece, sarebbe stato accedere agli Eurobond sicuramente più garantisti per l’Italia, poiché i soldi gestiti dalla Commissione Europea avrebbero aiutato tutti gli stati membri in egual modo al fine di creare un piano strategico in grado di tutelare i cittadini e le imprese dell’intera comunità.

Ciò anche in virtù del fatto che nessun Paese Europeo si salva da solo e non era il momento per fare affari poiché la questione pandemica è seria ed avrà ripercussioni sull’economia di tutti gli Stati membri.

Altra, misura su cui sta lavorando l’Esecutivo è la sospensione dei pagamenti come i mutui, le utenze di Gas e Luce, ma la sospensione non sarà eterna e spostare il problema creerà più problemi che benefici poiché troverà una situazione di difficoltà economica e un innalzamento del debito dando vita a numerose procedure di recupero dello stesso.

Pertanto, le difficoltà economiche (del singolo e delle aziende) generate dal Coronavirus e dai probabili effetti del MES se i proventi non saranno investiti correttamente, daranno vita all’aumento del debito per le aziende (come anche per i privati) i quali si troveranno costretti a dover recuperare i crediti, congelati dalle manovre poste in essere dal Governo per contenere il Coronavirus o comunque lievitati nel tempo.

Quindi, da un lato la gente si impoverisce, le aziende saranno costrette a indebitarsi e i più “deboli” chiuderanno, dall’altro gli imprenditori che resisteranno si troveranno costretti a dar seguito alle procedure esecutive per il recupero coatto del credito.

Infatti, più che attuale per molte aziende è l’esigenza di recuperare i crediti non pagati da chi è in difficoltà e da chi in alcuni casi si sta approfittando della critica situazione per non adempiere agli impegni presi.

Nella speranza ovviamente che quanto sopra non si verifichi mai o che sia limitato soltanto ad una minima parte delle persone e delle aziende perché ne risentirebbe l’intera Nazione, è comunque fondamentale attivarsi quanto prima al fine negoziare al meglio, oppure perché si rischia di non trovare più nulla da recuperare.

Quindi, fondamentale per il debitore sarà gestire la questione velocemente e professionalmente per tutelarsi e per il creditore non perdere tempo nel recuperare il credito poiché potrebbe arrivare tardi e non riuscire più nel suo intento in danno della propria azienda.

Di: Studio Legale Menghetti & Partners

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