Dopo un incidente stradale, una delle prime domande che il danneggiato si pone riguarda i tempi di risarcimento. Ottenere una liquidazione rapida viene spesso percepito come un vantaggio, soprattutto in presenza di spese elevate per la riparazione del veicolo, spese mediche, assenze dal lavoro ecc.
Nel sistema del risarcimento del danno da incidente stradale, tuttavia, la rapidità della liquidazione non coincide sempre con la congruità dell’indennizzo. Una gestione eccessivamente veloce del sinistro può incidere negativamente sulla valutazione completa del danno alla persona, determinando una riduzione dell’importo risarcitorio.
Di contro, quanto appena detto non vuol dire che la lentezza aiuta il danneggiato, ma ci sono le giuste tempistiche per ogni attività burocratica e per lo svolgimento dei dovuti accertamenti tecnici, clinici e strumentali.
Comprendere il rapporto tra tempi di liquidazione, accertamento medico-legale e quantificazione del danno è fondamentale per ottenere il massimo risarcimento possibile.
Quali sono i tempi di risarcimento previsti dalla legge
Per essere pratici, i tempi di risarcimento per incidente stradale sono disciplinati dal Codice delle Assicurazioni Private (D.lgs. n. 209/2005).
In particolare, l’art. 148 stabilisce che l’assicurazione deve formulare un’offerta di risarcimento o un rifiuto motivato, entro:
- 60 giorni dalla ricezione della richiesta danni e della documentazione completa, in caso di danni a cose e materiali
- 90 giorni dalla richiesta danni e della documentazione medica completa o dalla visita medico legale, in presenza di danni alla persona
- 30 giorni nel caso di risarcimento diretto con modulo CAI firmato dai conducenti dalla ricezione della richiesta danni e della documentazione completa
Questi termini non impongono una liquidazione immediata del sinistro, ma presuppongono che la richiesta risarcitoria sia completa e corredata di tutta la documentazione necessaria, tecnica o medica.
La velocità nel risarcimento e il rischio di una valutazione incompleta del danno
Nel risarcimento del danno alla persona, il fattore tempo assume un valore tecnico essenziale. Le conseguenze fisiche e psicologiche di un incidente stradale non sono immediatamente definibili, ma evolvono nel tempo.
Una liquidazione troppo rapida può basarsi su un quadro clinico ancora provvisorio, nel quale:
- il percorso terapeutico non è concluso
- gli accertamenti strumentali non sono stati eseguiti
- le lesioni non sono stabilizzate
- i postumi permanenti non sono ancora accertabili
- l’impatto del danno sulla vita quotidiana e lavorativa non è pienamente emerso
In questi casi, la fretta non accelera il risarcimento corretto, ma ne riduce l’aderenza al danno effettivamente subito.
Ogni lesione ad esempio, ha i suoi tempi per valutare e documentare correttamente i postumi permanenti che ne residuano. Non si po’ presupporre che sia scontato ciò che ci spetta !
La stabilizzazione delle lesioni come presupposto del giusto risarcimento
Secondo l’orientamento costante della Corte di Cassazione, la quantificazione del danno biologico può avvenire correttamente solo dopo la stabilizzazione clinica delle lesioni.
La stabilizzazione si verifica quando il quadro medico non è più suscettibile di miglioramenti o peggioramenti significativi. Prima di questo momento:
- l’invalidità permanente non è determinabile
- il danno biologico temporaneo può risultare sottostimato
- il danno morale e il danno dinamico-relazionale non sono pienamente valutabili
Accettare una liquidazione prima della stabilizzazione comporta il rischio di cristallizzare il risarcimento su basi incomplete, con una perdita di una parte consistente delle somme a cui si ha diritto.
Le principali voci di danno richiedibili sono
- danno biologico temporaneo
- danno biologico permanente
- danno morale ex art. 2059 c.c.
- danno dinamico-relazionale
- spese mediche sostenute e spese mediche future
- perdita o riduzione della capacità lavorativa
- perdita della propria autonomia
- danno patrimoniale da mancato guadagno ecc
Molte di queste voci non sono immediatamente quantificabili nei giorni successivi all’incidente e richiedono esami strumentali specifici, visite mediche specialistiche e una valutazione medico-legale approfondita esperto del settore assicurativo.
L’inesperienza, nella gestione della liquidazione può ridurre l’indennizzo
Una gestione troppo superficiale del sinistro può incidere negativamente su due profili centrali:
Da un lato, la documentazione risarcitoria può risultare incompleta, priva di certificazioni definitive o valutazioni specialistiche necessarie.
Dall’altro, la chiusura definitiva del sinistro mediante quietanza comporta, nella maggior parte dei casi, la rinuncia a ulteriori pretese risarcitorie, anche in presenza di aggravamenti successivi.
In questo senso, la velocità nella liquidazione non rappresenta sempre una tutela, ma può trasformarsi in un limite al pieno esercizio del diritto al risarcimento.
Il ruolo dello Studio Legale Menghetti nella gestione dei tempi di risarcimento
L’assistenza dello Studio Legale Menghetti nella materia degli incidenti stradali è orientata alla gestione consapevole dei tempi del risarcimento, con l’obiettivo di evitare sia ritardi ingiustificati sia chiusure premature del sinistro che possano incidere negativamente sull’indennizzo finale.
In concreto, lo studio interviene per:
- valutare il momento giuridicamente e tecnicamente corretto per avanzare la richiesta di liquidazione, evitando che il risarcimento venga definito su basi cliniche non ancora stabilizzate;
- coordinare la raccolta e l’organizzazione della documentazione sanitaria e medico-legale, necessaria per una valutazione completa del danno alla persona;
- analizzare la congruità dell’offerta risarcitoria, verificando che tutte le voci di danno risarcibile siano state correttamente considerate;
- tutelare il danneggiato nelle fasi stragiudiziali e giudiziali, qualora la liquidazione proposta non risulti adeguata o conforme ai criteri normativi e giurisprudenziali.
- Valutare con il cliente la scelta migliore per il più congruo risarcimento nel minor tempo possibile, senza pregiudicarne il riconoscimento.
Una corretta gestione del fattore tempo, impostata fin dalle prime fasi del sinistro, consente spesso di ottenere un risarcimento più aderente al danno effettivamente subito, evitando rinunce involontarie e riduzioni dell’indennizzo.
Riferimenti normativi
Codice delle Assicurazioni Private (D.lgs. 209/2005):
art. 145 – Procedura di risarcimento
art. 148 – Termini per l’offerta risarcitoria
art. 149 – Risarcimento diretto
Codice Civile:
art. 2043 – Risarcimento per fatto illecito
art. 2059 – Danno non patrimoniale
Conclusione
Nel risarcimento da incidente stradale, la rapidità non è sempre sinonimo di tutela. Solo una valutazione completa del danno, svolta nei tempi tecnicamente necessari, consente di ottenere un risarcimento realmente proporzionato alle conseguenze dell’incidente e la certezza di aver ricevuto tutto ciò a cui avete diritto.
Affidarsi a un’assistenza legale qualificata permette di trasformare il tempo da fattore di rischio a strumento di tutela, evitando rinunce premature e garantendo il massimo risarcimento previsto dalla legge e senza perdere tempo.
