Invalidità permanente (IP): cosa sono i punti, come funzionano e perché una corretta valutazione è decisiva

Invalidità permanente (IP): cosa sono i punti, come funzionano e perché una corretta valutazione è decisiva

Introduzione

Nel risarcimento del danno alla persona derivante da sinistri stradali, infortuni o responsabilità civili, uno degli aspetti più delicati e determinanti è la quantificazione dell’invalidità permanente (IP).

L’invalidità permanente incide direttamente sull’ammontare del risarcimento del danno biologico e, in molti casi, rappresenta la voce economicamente più rilevante dell’intera pratica risarcitoria.

Comprendere cosa sono i punti di invalidità permanente, come vengono attribuiti, quali tabelle si applicano e soprattutto quali errori evitare nella fase iniziale della gestione del sinistro è fondamentale per non compromettere irrimediabilmente il diritto a un risarcimento congruo.

Cos’è l’invalidità permanente

L’invalidità permanente è la menomazione definitiva dell’integrità psico-fisica della persona conseguente a un evento lesivo (incidente stradale, infortunio sul lavoro, responsabilità medica, aggressione, ecc.).

Si parla di invalidità “permanente” quando, una volta raggiunta la stabilizzazione clinica, residuano postumi non più suscettibili di miglioramento apprezzabile.

È essenziale distinguere:

  • invalidità temporanea, riferita al periodo di malattia o inabilità transitoria;
  • invalidità permanente, riferita ai postumi definitivi;
  • capacità lavorativa specifica, che riguarda un diverso profilo risarcitorio.

Cosa sono i punti di invalidità permanente (punti IP)

I punti IP rappresentano una percentuale di danno biologico permanente, normalmente espressa su una scala da 1 a 100.

In base all’entità della menomazione si distingue tra:

  • micropermanenti: da 1 a 9 punti;
  • macropermanenti: dal 10% in poi.

Questa distinzione non è solo formale, ma comporta regimi di valutazione e risarcimento profondamente diversi.

Micropermanenti e macropermanenti: perché dal 10% “cambia tutto”

Micropermanenti (1–9%)

Per le micropermanenti:

  • si applicano criteri rigidamente tabellari;
  • i margini di personalizzazione sono molto limitati;
  • le compagnie assicurative tendono frequentemente a sottostimare i postumi.

Macropermanenti (dal 10%)

Dal 10% di invalidità permanente:

  • cambiano le tabelle di riferimento;
  • cambia il criterio di calcolo della temporanea;
  • aumenta la possibilità di personalizzazione del danno;
  • ogni singolo punto in più può valere decine di migliaia di euro.

Come vengono attribuiti i punti di invalidità permanente

La valutazione medico-legale

L’attribuzione dei punti IP avviene tramite visita medico-legale, basata su:

  • documentazione clinica completa;
  • esami strumentali;
  • valutazione delle limitazioni funzionali residue;
  • corretta individuazione del momento di stabilizzazione.

Una visita medico-legale effettuata troppo presto o senza adeguata assistenza può portare a una grave sottostima del danno.

Le tabelle di riferimento

  • Micropermanenti (1–9%): tabelle previste dal Codice delle Assicurazioni.
  • Macropermanenti (≥10%): Tabelle del Tribunale di Milano (e Roma), adottate come standard nazionale.

Le Tabelle di Milano consentono:

  • adeguamento all’età del danneggiato;
  • valutazione progressiva del danno;
  • incremento per personalizzazione.

Errori frequenti commessi dal danneggiato nella gestione del sinistro

Uno degli aspetti più sottovalutati è che molti errori vengono commessi nelle prime fasi, spesso senza che il danneggiato ne sia consapevole.

Tra gli errori più frequenti:

  • accettare una valutazione assicurativa senza verifica;
  • sottovalutare postumi non immediatamente evidenti;
  • non effettuare esami strumentali adeguati;
  • non documentare correttamente le lesioni;
  • non considerare la personalizzazione del danno;
  • effettuare la visita medico-legale troppo presto;
  • non avvalersi di un consulente medico-legale di parte competente;
  • gestire autonomamente la pratica senza assistenza legale specializzata.

Una valutazione incompleta può ridurre in modo significativo il risarcimento finale.

Il valore economico dei singoli punti di invalidità permanente: esempi concreti

Per comprendere l’impatto reale dei punti IP, è utile osservare alcuni esempi indicativi riferiti a un soggetto di circa 30 anni.

Micropermanenti

  • 4% di IP → circa € 4.508,00
  • 5% di IP → circa € 6.508,00
  • 9% di IP → circa € 17.948,00

(ovviamente oltre invalidità temporanea, danno morale, spese, ecc.)

Macropermanenti: dal 10% cambia il regime di calcolo

  • 10% di IP (Tabelle di Milano) → circa € 28.143,00
  • 35% di IP con incremento per sofferenza → circa € 251.649,00
  • 36% di IP con incremento per sofferenza → circa € 264.347,00

(ovviamente oltre invalidità temporanea, danno morale, spese, ecc.)

Come si può notare, un solo punto di invalidità permanente in più, nelle macrolesioni, può determinare differenze economiche molto rilevanti.

Ulteriore esempio chiarificatore

  • 30% di IP (soggetto 25 anni) → circa € 192.000,00
  • 31% di IP (soggetto 25 anni) → circa € 205.612,00

(Al netto di personalizzazione, temporanea, spese mediche, cenestesi lavorativa, ecc.)

Perché l’assistenza legale specializzata è determinante

La quantificazione dell’invalidità permanente non è solo una questione medica, ma giuridica ed economica.

Un’assistenza legale qualificata consente di:

  • verificare la correttezza dei punti IP attribuiti;
  • contestare valutazioni sottostimate;
  • individuare il corretto momento di stabilizzazione;
  • ottenere la massima personalizzazione possibile;
  • tutelare il danneggiato in sede stragiudiziale e giudiziale.

Conclusione

I punti di invalidità permanente rappresentano il cuore della valutazione del danno biologico e incidono in modo decisivo sull’importo del risarcimento.

Una gestione superficiale o autonoma della pratica può comportare perdite economiche irreversibili, soprattutto nelle macrolesioni, dove ogni singolo punto ha un peso rilevantissimo.

Affidarsi a una assistenza legale specializzata nella materia del risarcimento del danno alla persona significa tutelare concretamente il proprio diritto alla salute e ottenere un risarcimento realmente congruo.

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