Chi riporta delle lesioni in conseguenza di un incidente stradale può avere diritto al risarcimento di tutti i danni subiti.
Il risarcimento può comprendere diverse voci di danno, che vengono generalmente distinte tra danni non patrimoniali e danni patrimoniali.
A seconda della gravità delle lesioni e delle conseguenze concretamente subite, il risarcimento può comprendere tutte o soltanto alcune delle voci sopra indicate.
Nei casi più gravi possono inoltre essere risarciti i danni derivanti dalla
perdita o dalla compromissione dell’autonomia personale del danneggiato, nonché le eventuali spese necessarie per l’assistenza e per l’adattamento della vita quotidiana.
Possono essere oggetto di risarcimento tutte le lesioni fisiche o psichiche che risultino effettivamente provocate dall’incidente stradale.
Tra le lesioni più frequenti possono rientrare:
Naturalmente, la semplice dichiarazione del danneggiato non è sufficiente a dimostrare l’esistenza e l’entità delle lesioni.
È pertanto necessario che ogni conseguenza venga adeguatamente documentata attraverso certificazioni mediche, referti, esami diagnostici, prescrizioni, spese di cure, perizie mediche specialistiche, medico legali e ogni ulteriore elemento utile a ricostruire il percorso clinico successivo al sinistro.
Il risarcimento deve essere determinato tenendo conto di tutte le conseguenze effettivamente provocate dall’incidente e la documentazione medica prodotta esaminata dall’avvocato e dal medico legale.
La quantificazione non può quindi essere effettuata considerando soltanto i giorni di prognosi o l’eventuale percentuale di invalidità permanente.
Occorre valutare complessivamente il periodo di malattia, le limitazioni subite nella vita quotidiana, la sofferenza provocata dalle lesioni, le spese sostenute e le eventuali conseguenze sull’attività lavorativa.
Invalidità temporanea
L’invalidità temporanea riguarda il periodo durante il quale il danneggiato non ha potuto svolgere, totalmente o parzialmente, le normali attività quotidiane a causa delle lesioni riportate.
Tale periodo viene valutato sulla base delle certificazioni mediche, della durata delle cure e dell’effettivo processo di guarigione.
L’invalidità temporanea può essere assoluta, quando la persona non è in grado di svolgere alcuna delle proprie normali attività, oppure parziale, quando tali attività possono essere svolte soltanto in misura ridotta.
Invalidità permanente
Quando, al termine delle cure, permangono postumi che non possono più essere eliminati, può essere riconosciuta una percentuale di invalidità permanente.
Le invalidità comprese tra 1 e 9 punti percentuali vengono comunemente definite lesioni di lieve entità o micropermanenti.
Le invalidità superiori al 9% vengono invece considerate lesioni di non lieve entità o macrolesioni.
La percentuale deve essere determinata attraverso una valutazione medico-legale effettuata dopo la guarigione o la stabilizzazione delle condizioni cliniche.
Sofferenza morale e conseguenze sulla vita personale
Oltre alla lesione dell’integrità psicofisica, può essere valutata anche la sofferenza interiore provocata dall’incidente e dalle cure affrontate.
Nei casi più rilevanti possono assumere rilievo anche le specifiche conseguenze sulle abitudini di vita, sul profilo psichico, sulle relazioni personali e sulle attività precedentemente svolte dal danneggiato ed alle quali ha dovuto rinunciare.
Tali circostanze non devono però essere rappresentate in maniera generica, ma provate attraverso elementi concreti e riferiti alla situazione personale del soggetto coinvolto.
Danni economici e lavorativi
Possono inoltre essere richieste le spese mediche fatturate e le perdite economiche direttamente conseguenti all’incidente, quali:
Per tale ragione è fondamentale conservare fatture, ricevute, prescrizioni, certificazioni del datore di lavoro, dichiarazioni fiscali e ogni ulteriore documento utile a dimostrare le spese e le perdite effettivamente sostenute.
In presenza di lesioni è opportuno richiedere immediatamente l’intervento dei soccorsi e, quando necessario, delle Autorità.
Il danneggiato dovrebbe recarsi tempestivamente ovvero entro le successive 24 ore presso il Pronto Soccorso o presso una struttura sanitaria, descrivendo con precisione tutti i sintomi avvertiti.
I sintomi possono anche essere certificati dal medico di base o dallo specialista ortopedico ad esempio, ma senza un Primo Pronto Soccorso saranno considerati di valore nettamente inferiori.
È inoltre opportuno:
Occorre fare molta attenzione anche ai sintomi apparentemente lievi, che successivamente potrebbero acutizzarsi e se non riferiti in Pronto Soccorso saranno considerati non riconducibili al sinistro.
Una lesione denunciata o diagnosticata molti giorni dopo l’incidente potrebbe molto probabilmente essere contestata dalla compagnia assicurativa, la quale potrebbe sostenere che non sia direttamente riconducibile al sinistro.
La documentazione sanitaria rappresenta uno degli elementi principali della richiesta di risarcimento.
Deve permettere di ricostruire in maniera chiara e continuativa:
Molto spesso le compagnie assicurative contestano il numero dei giorni di malattia, l’utilità delle terapie svolte o la riconducibilità di determinati disturbi all’incidente.
Interruzioni prolungate delle cure, referti generici o certificazioni incomplete potrebbero quindi essere utilizzati per ridurre l’entità del risarcimento.
È pertanto opportuno seguire con precisione il percorso terapeutico indicato dai sanitari e conservare tutta la documentazione fin dall’inizio.
Quando deve essere effettuata la visita medico-legale?
La visita medico-legale dovrebbe essere effettuata soltanto dopo la conclusione delle cure, comunque, dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche del lesionato.
Infatti, una valutazione eseguita troppo presto potrebbe non consentire di accertare correttamente l’esistenza di eventuali postumi permanenti.
Il medico legale di parte esamina la documentazione sanitaria, visita il danneggiato e valuta:
La relazione medico-legale è quindi fondamentale per formulare una richiesta risarcitoria completa e per verificare la correttezza della valutazione effettuata dal medico incaricato dalla compagnia assicurativa.
A quale assicurazione deve essere presentata la richiesta?
La compagnia alla quale deve essere indirizzata la richiesta dipende dalla dinamica e dalle caratteristiche dell’incidente.
In presenza dei presupposti previsti dalla legge, il conducente non responsabile o responsabile soltanto in parte può richiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia assicurativa.
La procedura di risarcimento cosiddetto diretto può generalmente trovare applicazione quando:
Negli altri casi, come negli incidenti con più veicoli, nelle lesioni superiori a 9 punti, nell’investimento di pedoni o nel coinvolgimento di veicoli esteri, la richiesta deve normalmente essere presentata con la “procedura no card” alla compagnia del responsabile civile
Il passeggero trasportato, invece, deve generalmente rivolgere la richiesta alla compagnia assicurativa del veicolo sul quale viaggiava, indipendentemente dall’accertamento delle responsabilità tra i conducenti.
L’individuazione della corretta procedura è fondamentale, poiché una richiesta indirizzata alla compagnia sbagliata o formulata in maniera incompleta potrebbe determinare inutili ritardi.
Quanto tempo ha l’assicurazione per formulare un’offerta?
Per i danni alla persona, la compagnia assicurativa deve formulare un’offerta oppure comunicare i motivi per i quali non ritiene di formularla entro 90 giorni dalla ricezione della documentazione completa o dalla visita medico legale.
Il termine decorre dalla ricezione del certificato medico attestante la guarigione o la stabilizzazione dei postumi.
Tuttavia, qualora la richiesta risulti incompleta, la compagnia può chiedere l’integrazione della documentazione, con conseguente slittamento dei termini.
Il decorso dei 90 giorni non significa inoltre che la somma proposta sia necessariamente corretta.
Prima di accettare l’offerta è opportuno verificare che siano stati considerati tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dal sinistro.
Attenzione alle offerte premature della compagnia assicurativa
Molto spesso la compagnia assicurativa può formulare un’offerta quando il percorso di cura non è ancora terminato oppure prima che sia stata effettuata una completa valutazione medico-legale.
Accettare una somma a saldo impedice al danneggiato di richiedere successivamente un’integrazione, anche qualora emergano ulteriori postumi o conseguenze economiche.
Per tale ragione è fondamentale comprendere bene i propri diritti anche in caso di piccoli danni e non confidare che la propria assicurazione può assistervi come un professionista specializzato del settore.
La firma di una dichiarazione contenente la rinuncia a ulteriori richieste potrebbe infatti precludere la possibilità di ottenere il risarcimento di danni non ancora correttamente valutati.
L’assistenza dello Studio Legale Menghetti
Lo Studio Legale Menghetti assiste le persone che hanno riportato lesioni in incidenti stradali a Roma e su tutto il territorio nazionale.
L’assistenza comprende:
Una gestione tempestiva della pratica può essere fondamentale per evitare errori, raccogliere correttamente le prove e verificare che il risarcimento tenga conto di tutte le conseguenze effettivamente provocate dall’incidente.
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