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Incidente in moto: tutela del motociclista e risarcimento danni

La passione dello Studio Legale Menghetti per i veicoli a due ruote, che ci ha portato anche a collaborare con MOTO.IT, rende la tutela dei motociclisti una questione alla quale teniamo particolarmente.

Un incidente in moto può provocare conseguenze gravi anche a bassa velocità. Il motociclista è infatti più esposto rispetto a chi viaggia in auto e può riportare fratture, traumi, lesioni e danni permanenti.

Lo Studio Legale Menghetti assiste i motociclisti coinvolti in sinistri stradali a Roma e in tutta Italia, occupandosi di:

 

  • accertamento delle responsabilità;
  • valutazione dei danni fisici e materiali;
  • recupero del motoveicolo;
  • assistenza durante la perizia assicurativa;
  • riparazioni presso officine convenzionate, anche con cessione del credito;
  • gestione della pratica fino alla corretta liquidazione del risarcimento.

 

incidente in moto_come ottenere il risarcimento

Perché gli incidenti in moto richiedono attenzione specifica

Nei sinistri motociclistici le assicurazioni possono contestare velocità, posizione del mezzo, manovre di sorpasso o concorso di colpa.
Per questo è importante ricostruire la dinamica con precisione e documentare ogni conseguenza fisica.

 

Attenzione: molti motociclisti utilizzano action cam o dashcam sia per riprendere i propri viaggi sia per documentare eventuali condotte pericolose degli altri utenti della strada.

In caso di incidente, però, le registrazioni possono essere esaminate anche dalle autorità per verificare il comportamento del motociclista e la velocità tenuta prima del sinistro. Le immagini che sembrano utili alla propria difesa potrebbero quindi dimostrare il mancato rispetto dei limiti o altre condotte di guida irregolari.

È importante, quindi, ricordare che ciò che viene registrato può essere utilizzato anche per accertare eventuali responsabilità del motociclista.

Danni risarcibili

Il risarcimento può riguardare danno biologico, I giorni di inabilità temporanea,  il danno morale, le spese mediche documentate e future come la fisioterapia, la perdita di reddito, danni al casco, all’abbigliamento tecnico, oltre che la motoveicolo.

 

Errori da evitare

  • Sottoscrivere i moduli sottoposti in sede di perizia poichè potrebbero contenere all’interno un “accordo conservativo” ovvero a prescindere dall’effettivo pagamento l’accettazione specifica di una somma che limiterà Il risarcimento 
  • Accettare subito una proposta bassa;
  • Non conservare casco e abbigliamento danneggiato;
  • Non fare visite di controllo;
  • Sottovalutare dolori comparsi dopo l’incidente;
  • Non raccogliere testimonianze.
  • Non fotografare il luogo teatro dell’evento

Domande frequenti sugli incidenti in moto

Chi paga i danni fisici del passeggero, terzo trasportato, in moto?

Il passeggero della moto viene, di regola, risarcito a prescindere da chi abbia la responsabilità dell’incidente. Il risarcimento viene richiesto direttamente all’assicurazione della moto sulla quale viaggiava.

Restano salve alcune ipotesi particolari previste dall’art. 1227 del Codice Civile. A seconda del comportamento del danneggiato, infatti, possono verificarsi due scenari: la riduzione proporzionale del risarcimento oppure l’esclusione totale dello stesso.

Riduzione del risarcimento – art. 1227, comma 1, c.c.

Il risarcimento può essere diminuito in percentuale se il comportamento colposo del danneggiato ha contribuito a causare l’evento dannoso o ad aggravarne le conseguenze.

Mancato uso dei sistemi di sicurezza: un caso tipico è quello del passeggero o del conducente che subisce lesioni in un incidente stradale mentre non indossava il casco o non lo aveva correttamente allacciato. La compagnia può ridurre il risarcimento applicando una percentuale di responsabilità alla vittima, spesso stimata intorno al 30-50%, a seconda del caso concreto.

Attraversamento pedonale imprudente: il pedone investito fuori dalle strisce pedonali, di notte, su una strada non illuminata o mentre guarda lo smartphone, può subire una riduzione del risarcimento per condotta imprudente.

Accettazione consapevole del rischio: salire a bordo di un veicolo sapendo che il conducente è palesemente ubriaco o sta partecipando a una gara clandestina può configurare un concorso di colpa, anche se la valutazione dipende sempre dal caso concreto.

Esclusione totale del risarcimento – art. 1227, comma 2, c.c.

Il risarcimento può non essere dovuto quando la condotta del danneggiato interrompe totalmente il rapporto di causa-effetto con l’azione del responsabile.

Danni evitabili con l’ordinaria diligenza: la legge stabilisce che il responsabile non deve risarcire i danni che la vittima avrebbe potuto evitare comportandosi in modo ragionevole e corretto.

Condotta della vittima come caso fortuito: questo principio si applica soprattutto nei casi di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c., come cadute su strade comunali o in centri commerciali. Se il pericolo era perfettamente visibile ed evitabile, il comportamento distratto o anomalo del danneggiato può assorbire l’intera responsabilità.

Come ottenere il risarcimento per casco, abbigliamento tecnico o orologio danneggiati?

Il risarcimento per casco, abbigliamento tecnico, occhiali, guanti, stivali, cellulare, orologio e altri beni personali rientra nel cosiddetto danno alle cose, solitamente liquidato insieme al danno al mezzo.

Per ottenere il risarcimento è fondamentale non buttare nulla e conservare tutti gli oggetti danneggiati.

È importante scattare fotografie dettagliate di ogni strappo, graffio o danneggiamento e indicare tali beni nel modulo CAI, ex CID.

Nel modulo CAI, in alto a sinistra, al punto 4 dedicato ai danni materiali, è presente anche la voce relativa agli oggetti diversi dai veicoli. È opportuno spuntare “Sì” ed elencare gli oggetti danneggiati nello spazio disponibile.

In alternativa, bisogna segnalarli alle autorità intervenute e chiedere che vengano menzionati nel verbale, soprattutto se si tratta di beni costosi come caschi, cellulari o orologi di valore.

La compagnia può chiedere di visionare l’oggetto danneggiato, soprattutto se si tratta di un casco costoso o di un orologio di lusso. Può inoltre richiedere fatture di acquisto, dichiarazioni del venditore in caso di bene usato, garanzie di originalità, documenti che attestino acquisto e data, oppure un preventivo di riparazione se il bene è riparabile.

Posso richiedere il risarcimento diretto se sono caduto in moto?

Sì, ma il risarcimento diretto si applica solo se c’è stato un urto materiale tra la moto e un altro veicolo identificato.

Se il motociclista cade per evitare un’auto che gli ha tagliato la strada senza toccarlo, si parla di sinistro generato da una turbativa e occorre seguire la procedura ordinaria.

In questo caso il risarcimento sarà richiesto al responsabile civile, ma sarà necessario dimostrare il grado della turbativa. Più la turbativa è grave, più alta potrà essere la percentuale di risarcimento riconosciuta.

Ad esempio, se un veicolo esce improvvisamente da uno stop e si arresta prima di urtare il motociclista, quest’ultimo potrebbe ottenere una percentuale di risarcimento, ma difficilmente il 100%.

La compagnia assicurativa potrebbe sostenere che la caduta era evitabile con una velocità più bassa o con maggiore attenzione. Il motociclista, invece, dovrà dimostrare che era impossibile prevedere la manovra e che la condotta del veicolo ha causato la perdita di controllo, eventualmente anche attraverso segni di contatto o altri elementi di prova.

Come funziona il risarcimento per le lesioni gravi, o macropermanenti?

Le lesioni, per essere considerate gravi, devono essere valutate almeno con il 10% di invalidità permanente. Ciò significa che l’impatto delle lesioni incide almeno nella misura del 10% sull’integrità psico-fisica del danneggiato.

Quanto ai conteggi, gli stessi vengono effettuati con l’ausilio di diverse tipologie di tabelle. Nella fase stragiudiziale, il loro utilizzo viene spesso individuato di comune accordo tra il liquidatore e l’avvocato. Nella fase giudiziale, invece, sarà il giudice a valutarne l’applicazione.

Tra le principali tabelle utilizzate vi sono le Tabelle del Tribunale di Milano, le Tabelle del Tribunale di Roma e le Tabelle Uniche Nazionali. Tali criteri tengono conto dell’età del danneggiato, del punteggio riconosciuto alla visita medico-legale e di ulteriori variabili collegate alla vita quotidiana, all’autonomia, all’attività lavorativa e alla compromissione delle relazioni personali.

Come procedere:

È necessario raccogliere prove sulla dinamica del sinistro, come fotografie, telecamere, dichiarazioni, intervento delle autorità e modulo CAI, ex CID.

Occorre inoltre documentare l’entità delle lesioni attraverso accertamenti clinici, esami strumentali, perizie specialistiche e valutazioni medico-legali.

Successivamente, il danneggiato viene sottoposto a una visita medico-legale da parte di un fiduciario dell’assicurazione, così da consentire l’accertamento dei postumi temporanei e permanenti e del relativo punteggio.

Invalidità temporanea: riguarda i giorni in cui la persona non ha potuto svolgere le normali attività quotidiane.

Invalidità permanente: indica il danno biologico stabile, espresso in punti percentuali da 1 a 100. Per trasformare i punti di invalidità e i giorni di malattia in risarcimento economico vengono utilizzate le Tabelle per le microinvalidità permanenti, dall’1% al 9%, le Tabelle del Tribunale di Roma, le Tabelle del Tribunale di Milano o le Tabelle Uniche Nazionali, dal 10% al 100% di invalidità permanente.

Danno morale o esistenziale: riguarda la sofferenza interiore, il dolore intimo, il turbamento soggettivo, la vergogna e la compromissione degli aspetti dinamico-relazionali della persona.

Riduzione della capacità lavorativa: incide direttamente sul patrimonio del danneggiato e rappresenta la perdita, parziale o totale, della capacità di produrre reddito attraverso il proprio lavoro a causa delle lesioni subite.

Cenestesi lavorativa: si verifica quando una persona, pur riuscendo ancora a svolgere il proprio lavoro e a mantenere lo stesso reddito, è costretta a farlo con maggiore fatica, usura, sofferenza e dispendio di energie rispetto a prima.

Perdita dell’autonomia personale: rappresenta una delle forme più gravi di danno alla persona. Si verifica quando il danneggiato, a causa di gravissime lesioni fisiche o psichiche, come nelle ipotesi di macrolesioni, non è più in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, come lavarsi, vestirsi, nutrirsi o muoversi.

Spese mediche documentate e spese future: comprendono le spese mediche già sostenute e quelle che il danneggiato dovrà sostenere nel tempo, ad esempio per visite di controllo, esami strumentali e fisioterapie.

Incidente causato da buca, tombino o ghiaia: paga il Comune?

Sì, è possibile chiedere il risarcimento all’ente proprietario della strada, come Comune, Provincia, Consorzio o altro ente competente, per responsabilità da cosa in custodia.

Tuttavia, non è automatico. È indispensabile chiamare subito i Vigili o le autorità competenti per redigere il verbale e fotografare il difetto dell’asfalto, la buca, il tombino, la ghiaia o l’elemento che ha causato la perdita di aderenza.

Questo serve a cristallizzare il fatto in una data certa, poiché successivamente potrebbe intervenire una ditta di manutenzione per ripristinare lo stato dei luoghi, rendendo il pericolo non più visibile in un accertamento successivo.

La documentazione è quindi fondamentale sia per provare l’evento sia per dimostrare il collegamento tra il difetto della strada e il danno subito.

Quanto tempo ho per fare la visita medico-legale e chiudere il sinistro?

La visita con il medico legale dell’assicurazione va eseguita solo dopo la guarigione clinica, quando l’iter medico è concluso e i postumi si sono stabilizzati.

La visita serve infatti a valutare gli eventuali postumi permanenti e a quantificare il danno biologico.

Per questo motivo i tempi possono essere più lunghi rispetto ai soli danni materiali e possono richiedere mesi, soprattutto quando sono necessarie cure mediche, accertamenti strumentali, visite specialistiche o fisioterapia.

Cosa succede se non indossavo il casco o se non era allacciato?

Il risarcimento per i danni fisici, ad esempio quelli alla testa, può essere ridotto proporzionalmente per concorso di colpa del danneggiato, se l’assicurazione dimostra che il mancato o errato uso del casco ha contribuito in tutto o in parte alle lesioni.

I danni alla moto e alle cose, come casco, vestiario, cellulare, orologio o altri beni personali, vengono invece comunque risarciti se il motociclista ha ragione nella dinamica del sinistro.

Come viene valutato il danno se la moto è distrutta o il danno è antieconomico?

Se il costo delle riparazioni supera il valore commerciale della moto, il danno viene considerato antieconomico.

In questi casi, l’assicurazione risarcisce di norma il valore del mezzo al momento del sinistro, oltre alle eventuali spese di demolizione, immatricolazione di una nuova moto e trasporto presso il demolitore.

Posso chiedere il risarcimento se l’incidente è avvenuto durante un sorpasso in fila?

Dipende dalla dinamica concreta del sinistro.

Se la moto superava una colonna di auto ferme oltrepassando la linea continua, può essere applicato un concorso di colpa.

Se invece l’auto ha svoltato all’improvviso senza freccia, oppure è ripartita improvvisamente dopo una sosta, la responsabilità principale può restare a carico della vettura.

Ogni caso deve essere valutato sulla base delle prove disponibili, della posizione dei veicoli, delle testimonianze, delle fotografie e dell’eventuale verbale delle autorità.

Ho diritto alla moto sostitutiva durante la riparazione?

Sì, se viene dimostrato che la moto è il mezzo di trasporto principale per andare al lavoro o per esigenze essenziali e che non ci sono alternative ragionevoli.

Le spese di noleggio devono essere anticipate e poi inserite nella richiesta danni, ma devono essere proporzionate e limitate al tempo strettamente necessario alle riparazioni.

Il motociclista viene sempre considerato più responsabile?

No. Il motociclista non viene sempre considerato più responsabile.

Tuttavia, nella pratica viene spesso ritenuto più incline a violare il Codice della Strada, ad esempio per velocità non sempre conforme alla segnaletica oppure per sorpassi di veicoli fermi nel traffico.

Non è però sempre così. Ogni singolo caso deve essere valutato sulla base della dinamica concreta e delle prove disponibili.

Inoltre, il motociclista dovrebbe ricevere particolare tutela, poiché è un soggetto più esposto e vulnerabile, insieme al ciclista, e in caso di sinistro riporta spesso le conseguenze più gravi.

Serve una perizia medico-legale?

Sì. In caso di lesioni, anche lievi, la perizia medico-legale è consigliabile.

In primo luogo, aiuta a comprendere l’effettiva entità dei danni fisici e a formulare le richieste corrette in termini di danno biologico, invalidità temporanea, cenestesi lavorativa, spese future e ulteriori voci di danno.

Inoltre, la perizia consente di impostare una trattativa più corretta con l’assicurazione.

Infine, in caso di giudizio, sia esso un Accertamento Tecnico Preventivo o un giudizio ordinario, la valutazione medico-legale è fondamentale ai fini della quantificazione della domanda risarcitoria.

Posso ottenere il risarcimento anche se non c’è stato urto diretto?

Sì, ma il risarcimento diretto si applica solo se c’è stato un urto materiale tra la moto e un altro veicolo identificato.

Se il motociclista è caduto per evitare un’auto che gli ha tagliato la strada senza toccarlo, si parla di sinistro generato da una turbativa e occorre seguire la procedura ordinaria.

In questo caso il risarcimento sarà richiesto al responsabile civile, ma sarà necessario dimostrare il grado della turbativa. Più la turbativa è grave, più alta potrà essere la percentuale di risarcimento riconosciuta.

Ad esempio, se un veicolo esce improvvisamente da uno stop e arresta la marcia prima di urtare il motociclista, quest’ultimo potrebbe ottenere una quota rilevante del risarcimento, ma sarà difficile ottenere il 100%.

La compagnia assicurativa potrebbe sostenere che la caduta era evitabile con una velocità più bassa o con maggiore attenzione. Il motociclista, invece, dovrà dimostrare che la manovra era impossibile da prevedere e che ha determinato la perdita di controllo.

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