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Incidente in bicicletta: risarcimento per ciclisti danneggiati

Il ciclista coinvolto in un incidente stradale può subire lesioni anche molto serie.

Gli incidenti in bicicletta possono avvenire per urto con auto o moto, apertura improvvisa dello sportello, mancata precedenza, sorpasso pericoloso, buche o scarsa manutenzione della strada.

Lo Studio Legale Menghetti & partners assiste ciclisti danneggiati nella richiesta di risarcimento, curando la prova della dinamica e la quantificazione dei danni fisici e materiali.

incidente in bici_come ottenere il risarcimento

Responsabilità negli incidenti con ciclisti

La responsabilità va ricostruita considerando condotta dei veicoli coinvolti, rispetto della distanza laterale, precedenze, segnaletica, visibilità e comportamento del ciclista. Anche in presenza di concorso di colpa, può spettare un risarcimento proporzionale.

Danni risarcibili

Il ciclista può richiedere tutti i danni subiti: patrimoniali (spese mediche documentate, future, perdita di chance, riduzione della capacità lavorativa specifica ecc ) e non patrimoniali (danno biologico, danno morale, alla cenestesi lavorativa, temporanea ecc..) 

 

Prove utili

  • Fotografie del luogo;
  • Dati del veicolo coinvolto;
  • Testimoni;
  • Riprese di videosorveglianza;
  • Referti medici e accertamenti clinici prescritti;
  • Relazione medico legale
  • Preventivi o fatture della bicicletta danneggiata.

Domande frequenti sugli incidenti in bicicletta

Sono stato investito in bicicletta da un’auto: posso richiedere il risarcimento diretto alla mia assicurazione?

No, il risarcimento diretto non si applica ai ciclisti.

La procedura di risarcimento diretto, detta anche CARD, vale solo tra veicoli a motore.

Il ciclista deve inviare la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa del veicolo responsabile.

In questi casi si applica la procedura ordinaria regolata dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni.

Quali sono i primi passi fondamentali da fare subito dopo l’incidente?

La raccolta immediata delle prove è fondamentale per tutelare correttamente i propri diritti.

È importante fotografare la posizione dei veicoli e lo stato dei luoghi prima che vengano rimossi.

Bisogna identificare e raccogliere i contatti di eventuali testimoni oculari.

È consigliabile chiedere l’intervento delle Autorità, come Vigili o Carabinieri, per la redazione del verbale.

È inoltre opportuno recarsi al Pronto Soccorso entro 24 ore per certificare le lesioni.

Successivamente, è necessario proseguire le visite e gli accertamenti clinici senza interrompere la continuità medica, così da mantenere il collegamento tra le lesioni e l’incidente.

È consigliabile richiedere almeno una prima consulenza gratuita a un avvocato specializzato, per comprendere correttamente i propri diritti.

Si può compilare il modulo CID, o constatazione amichevole, tra un’auto e una bici?

No, il modulo CID non è legalmente valido se uno dei due mezzi coinvolti non è a motore.

Il modulo può comunque essere utilizzato per raccogliere i dati della controparte.

È anche possibile far firmare al conducente dell’auto una dichiarazione scritta di responsabilità.

Il modulo firmato dal conducente dell’auto potrà comunque avere valore come confessione stragiudiziale dello stesso.

Quali danni posso farmi risarcire dopo il sinistro in bicicletta?

Il ciclista ha diritto alla riparazione integrale dei danni subiti, sia fisici sia materiali.

Danni patrimoniali: comprendono la riparazione o sostituzione della bicicletta, dell’abbigliamento, dello smartphone e le spese mediche sostenute.

Danni non patrimoniali: comprendono il danno biologico, quindi invalidità temporanea e permanente, e il danno morale.

Mancato guadagno: può riguardare la perdita di reddito legata ai giorni di assenza forzata dal lavoro o la perdita di chance.

L’auto è pirata o non è assicurata: chi paga il mio risarcimento?

In questi casi interviene una specifica tutela pubblica per il danneggiato.

Il risarcimento va richiesto al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap.

Il Fondo assegna la pratica a una compagnia assicuratrice designata sul territorio.

Se il veicolo è pirata, quindi non identificato, i danni alle cose sono risarciti solo in presenza di gravi danni alla persona, ovvero oltre il 9% di invalidità permanente, e con una piccola franchigia di € 500,00.

Attenzione: la prova deve essere rigorosa. Occorre il verbale delle autorità e, se possibile, la dichiarazione di un testimone resa alle autorità intervenute come prova del sinistro. In assenza di tali elementi, il Fondo Vittime della Strada potrebbe non risarcire i danni.

Cosa succede se non indossavo il casco o se stavo pedalando sulle strisce pedonali?

Il risarcimento non viene azzerato automaticamente, ma può essere applicato un concorso di colpa.

Il risarcimento per i danni fisici, ad esempio quelli alla testa, può essere ridotto proporzionalmente se l’assicurazione dimostra che il mancato o errato uso del casco ha contribuito in tutto o in parte a causare le lesioni.

I danni alla bici e alle cose, come casco, vestiario, cellulare, orologio o altri beni personali, vengono invece risarciti se il ciclista ha ragione nella dinamica del sinistro.

Sulle strisce pedonali il ciclista ha la precedenza solo se conduce la bicicletta a mano. Diversamente, dovrà dimostrare di aver attraversato con la massima prudenza.

Come faccio a dimostrare il valore e il danno economico della mia bicicletta?

La prova del danno materiale spetta interamente al proprietario del mezzo.

Bisogna conservare la ricevuta d’acquisto o lo scontrino della bicicletta. In mancanza, può essere necessaria una perizia tecnica di parte.

Serve un preventivo scritto di riparazione o la fattura emessa da un meccanico specializzato.

È utile allegare fotografie dettagliate del telaio e delle componenti danneggiate prima della riparazione.

L’incidente è stato causato da una buca sull’asfalto: a chi devo chiedere i danni?

In questo caso la responsabilità civile può essere dell’ente proprietario della strada.

L’azione legale si fonda sull’art. 2051 c.c., relativo al danno cagionato da cose in custodia. È quindi possibile chiedere il risarcimento all’ente proprietario della strada, come Comune, Provincia, Consorzio o altro ente competente.

È indispensabile chiamare subito i Vigili per il verbale e fotografare il difetto dell’asfalto che ha causato la perdita di aderenza.

Questo consente di cristallizzare il fatto in una data certa, perché successivamente potrebbe intervenire una ditta di manutenzione per ripristinare lo stato dei luoghi, rendendo il pericolo non più visibile in un accertamento successivo.

La documentazione serve anche a provare l’evento e il collegamento tra il difetto della strada e il danno subito.

Quanto tempo ho per richiedere il risarcimento dei danni?

Le assicurazioni prevedono generalmente l’obbligo di denuncia entro tre giorni dall’incidente. Nella pratica, tuttavia, le compagnie possono tollerare denunce presentate oltre tale termine.

È invece fondamentale prestare attenzione a come viene formulata la richiesta danni e ai termini di prescrizione.

L’art. 2947, comma 2, del Codice Civile stabilisce che il diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli si prescrive in due anni. Questo termine si applica quando il sinistro ha causato solo danni materiali a cose o veicoli.

In presenza di lesioni personali, può trovare applicazione l’art. 2947, comma 3, del Codice Civile. Se il fatto è considerato dalla legge come reato e per quel reato la legge penale prevede una prescrizione più lunga, tale termine più ampio si applica anche all’azione civile di risarcimento.

È sempre consigliabile inviare subito la prima lettera di messa in mora per interrompere i termini e, se necessario, reiterarla successivamente.

Perché conviene affidarsi a uno studio legale specializzato piuttosto che fare da soli?

Le compagnie assicurative tendono spesso a offrire liquidazioni inferiori ai danneggiati non assistiti.

Se non si conosce perfettamente la materia, si rischia di non richiedere tutte le voci di danno spettanti. Inoltre, se non si conoscono le modalità con cui operano le compagnie assicurative, la trattativa può diventare svantaggiosa per il danneggiato.

In alcuni casi, gli onorari legali possono essere corrisposti in tutto o in parte dall’assicurazione.

Un avvocato esperto sa quantificare correttamente il danno biologico micropermanente e macropermanente, oltre a individuare i margini per raggiungere il miglior accordo stragiudiziale nel minor tempo possibile.

Il ciclista ha diritto al risarcimento se cade per evitare un’auto?

Sì, ma il risarcimento diretto si applica solo se c’è stato un urto materiale tra la bicicletta e un altro veicolo identificato.

Se il ciclista cade per evitare un’auto che gli ha tagliato la strada senza toccarlo, si parla di sinistro generato da una turbativa e occorre seguire la procedura ordinaria.

In questo caso il risarcimento sarà richiesto al responsabile civile, ma sarà necessario dimostrare il grado della turbativa. Più la turbativa è grave, più alta potrà essere la percentuale di risarcimento riconosciuta.

Ad esempio, se un veicolo esce improvvisamente da uno stop e si arresta prima di urtare il ciclista, quest’ultimo potrebbe ottenere una quota rilevante del risarcimento, ma sarà difficile ottenere il 100%.

La compagnia assicurativa potrebbe sostenere che la caduta era evitabile con una velocità più bassa o con maggiore attenzione. Il ciclista, invece, dovrà dimostrare che la manovra era impossibile da prevedere e che ha causato la caduta.

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