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Risarcimento lesioni da incidente stradale

Chi riporta delle lesioni in conseguenza di un incidente stradale può avere diritto al risarcimento di tutti i danni subiti.

Il risarcimento può comprendere diverse voci di danno, che vengono generalmente distinte tra danni non patrimoniali e danni patrimoniali.

Danni non patrimoniali
  • Invalidità permanente
  • Invalidità temporanea assoluta e parziale
  • Danno morale
  • Danno psichico
  • Danno esistenziale
  • Danno da cenestesi lavorativa
Danni patrimoniali
  • Spese mediche documentate
  • Spese mediche future
  • Riduzione della capacità lavorativa
  • Danno emergente e lucro cessante
  • Perdita di chance

A seconda della gravità delle lesioni e delle conseguenze concretamente subite, il risarcimento può comprendere tutte o soltanto alcune delle voci sopra indicate.

Nei casi più gravi possono inoltre essere risarciti i danni derivanti dalla
perdita o dalla compromissione dell’autonomia personale del danneggiato, nonché le eventuali spese necessarie per l’assistenza e per l’adattamento della vita quotidiana.

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Quali lesioni possono essere risarcite dopo un incidente stradale?

Possono essere oggetto di risarcimento tutte le lesioni fisiche o psichiche che risultino effettivamente provocate dall’incidente stradale.

Tra le lesioni più frequenti possono rientrare:

  • traumi cranici;
  • trauma cervicale o colpo di frusta;
  • fratture;
  • lesioni articolari e muscolari;
  • distorsioni articolari;
  • lesioni alla colonna vertebrale;
  • danni neurologici;
  • lesioni agli arti;
  • lesioni ai legamenti
  • cicatrici e danni estetici;
  • perdita o riduzione della funzionalità di un organo;
  • disturbi psicologici conseguenti all’incidente;
  • lesioni che richiedono interventi chirurgici o lunghi periodi di riabilitazione.
  • insorgenze ansiose, depressive, disturbi dell’adattamento 
  • maggiore usura, fatica e difficoltà nello svolgimento del proprio lavoro ecc…

Naturalmente, la semplice dichiarazione del danneggiato non è sufficiente a dimostrare l’esistenza e l’entità delle lesioni.

È pertanto necessario che ogni conseguenza venga adeguatamente documentata attraverso certificazioni mediche, referti, esami diagnostici, prescrizioni, spese di cure, perizie mediche specialistiche, medico legali e ogni ulteriore elemento utile a ricostruire il percorso clinico successivo al sinistro.

Come si determinano i danni che devono essere risarciti?

Il risarcimento deve essere determinato tenendo conto di tutte le conseguenze effettivamente provocate dall’incidente e la documentazione medica prodotta esaminata dall’avvocato e dal medico legale.

La quantificazione non può quindi essere effettuata considerando soltanto i giorni di prognosi o l’eventuale percentuale di invalidità permanente.

Occorre valutare complessivamente il periodo di malattia, le limitazioni subite nella vita quotidiana, la sofferenza provocata dalle lesioni, le spese sostenute e le eventuali conseguenze sull’attività lavorativa.

Invalidità temporanea

L’invalidità temporanea riguarda il periodo durante il quale il danneggiato non ha potuto svolgere, totalmente o parzialmente, le normali attività quotidiane a causa delle lesioni riportate.

Tale periodo viene valutato sulla base delle certificazioni mediche, della durata delle cure e dell’effettivo processo di guarigione.

L’invalidità temporanea può essere assoluta, quando la persona non è in grado di svolgere alcuna delle proprie normali attività, oppure parziale, quando tali attività possono essere svolte soltanto in misura ridotta.

Invalidità permanente

Quando, al termine delle cure, permangono postumi che non possono più essere eliminati, può essere riconosciuta una percentuale di invalidità permanente.

Le invalidità comprese tra 1 e 9 punti percentuali vengono comunemente definite lesioni di lieve entità o micropermanenti.

Le invalidità superiori al 9% vengono invece considerate lesioni di non lieve entità o macrolesioni.

La percentuale deve essere determinata attraverso una valutazione medico-legale effettuata dopo la guarigione o la stabilizzazione delle condizioni cliniche.

Sofferenza morale e conseguenze sulla vita personale

Oltre alla lesione dell’integrità psicofisica, può essere valutata anche la sofferenza interiore provocata dall’incidente e dalle cure affrontate.

Nei casi più rilevanti possono assumere rilievo anche le specifiche conseguenze sulle abitudini di vita, sul profilo psichico, sulle relazioni personali e sulle attività precedentemente svolte dal danneggiato ed alle quali ha dovuto rinunciare.

Tali circostanze non devono però essere rappresentate in maniera generica, ma provate attraverso elementi concreti e riferiti alla situazione personale del soggetto coinvolto.

Danni economici e lavorativi

Possono inoltre essere richieste le spese mediche fatturate e le perdite economiche direttamente conseguenti all’incidente, quali:

  • spese per visite specialistiche;
  • farmaci;
  • esami diagnostici;
  • fisioterapia e riabilitazione;
  • interventi chirurgici;
  • dispositivi medici e protesi;
  • spese per l’assistenza;
  • perdita di giornate lavorative;
  • riduzione del reddito;
  • diminuzione della capacità lavorativa;
  • future spese mediche o assistenziali.

Per tale ragione è fondamentale conservare fatture, ricevute, prescrizioni, certificazioni del datore di lavoro, dichiarazioni fiscali e ogni ulteriore documento utile a dimostrare le spese e le perdite effettivamente sostenute.

  1. Le spese mediche documentate devono avere i riferimenti del danneggiato e gli scontrini devono riportare categoricamente il codice fiscale.

Cosa fare subito dopo l’incidente?

In presenza di lesioni è opportuno richiedere immediatamente l’intervento dei soccorsi e, quando necessario, delle Autorità.

Il danneggiato dovrebbe recarsi tempestivamente ovvero entro le successive 24 ore presso il Pronto Soccorso o presso una struttura sanitaria, descrivendo con precisione tutti i sintomi avvertiti.

I sintomi possono anche essere certificati dal medico di base o dallo specialista ortopedico ad esempio, ma senza un Primo Pronto Soccorso saranno considerati di valore nettamente inferiori.

È inoltre opportuno:

  • conservare il verbale del Pronto Soccorso;
  • rispettare tutte le prescrizioni mediche;
  • effettuare gli esami indicati;
  • proseguire le cure senza interruzioni ingiustificate;
  • conservare certificati, referti e ricevute;
  • raccogliere fotografie del luogo e dei veicoli;
  • acquisire i dati di eventuali testimoni;
  • richiedere il verbale delle Autorità intervenute;
  • avvalersi di una consulenza legale e medico legale.

Occorre fare molta attenzione anche ai sintomi apparentemente lievi, che successivamente potrebbero acutizzarsi e se non riferiti in Pronto Soccorso saranno considerati non riconducibili al sinistro.

Una lesione denunciata o diagnosticata molti giorni dopo l’incidente potrebbe molto probabilmente essere contestata dalla compagnia assicurativa, la quale potrebbe sostenere che non sia direttamente riconducibile al sinistro.

L’importanza della documentazione medica

La documentazione sanitaria rappresenta uno degli elementi principali della richiesta di risarcimento.

Deve permettere di ricostruire in maniera chiara e continuativa:

  1. le lesioni inizialmente accertate;
  2. gli esami effettuati;
  3. le terapie prescritte;
  4. l’evoluzione delle condizioni di salute;
  5. l’eventuale necessità di fisioterapia o interventi;
  6. la guarigione o la stabilizzazione dei postumi.
  7. Una dettagliata valutazione medicolegale 

Molto spesso le compagnie assicurative contestano il numero dei giorni di malattia, l’utilità delle terapie svolte o la riconducibilità di determinati disturbi all’incidente.

Interruzioni prolungate delle cure, referti generici o certificazioni incomplete potrebbero quindi essere utilizzati per ridurre l’entità del risarcimento.

È pertanto opportuno seguire con precisione il percorso terapeutico indicato dai sanitari e conservare tutta la documentazione fin dall’inizio.

Quando deve essere effettuata la visita medico-legale?

La visita medico-legale dovrebbe essere effettuata soltanto dopo la conclusione delle cure, comunque, dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche del lesionato.

Infatti, una valutazione eseguita troppo presto potrebbe non consentire di accertare correttamente l’esistenza di eventuali postumi permanenti.

Il medico legale di parte esamina la documentazione sanitaria, visita il danneggiato e valuta:

  • la compatibilità delle lesioni con la dinamica dell’incidente “il nesso”;
  • i giorni di invalidità temporanea;
  • l’eventuale percentuale di invalidità permanente;
  • la necessità di future cure;
  • le conseguenze sulla vita quotidiana e lavorativa;
  • la congruità delle spese mediche sostenute.

La relazione medico-legale è quindi fondamentale per formulare una richiesta risarcitoria completa e per verificare la correttezza della valutazione effettuata dal medico incaricato dalla compagnia assicurativa.

A quale assicurazione deve essere presentata la richiesta?

La compagnia alla quale deve essere indirizzata la richiesta dipende dalla dinamica e dalle caratteristiche dell’incidente.

In presenza dei presupposti previsti dalla legge, il conducente non responsabile o responsabile soltanto in parte può richiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia assicurativa.

La procedura di risarcimento cosiddetto diretto può generalmente trovare applicazione quando:

  • nell’incidente sono coinvolti soltanto due veicoli;
  • i veicoli sono identificati e assicurati;
  • sono immatricolati in Italia;
  • le eventuali lesioni del conducente non superano 9 punti di invalidità permanente.

Negli altri casi, come negli incidenti con più veicoli, nelle lesioni superiori a 9 punti, nell’investimento di pedoni o nel coinvolgimento di veicoli esteri, la richiesta deve normalmente essere presentata con la “procedura no card” alla compagnia del responsabile civile

Il passeggero trasportato, invece, deve generalmente rivolgere la richiesta alla compagnia assicurativa del veicolo sul quale viaggiava, indipendentemente dall’accertamento delle responsabilità tra i conducenti.

L’individuazione della corretta procedura è fondamentale, poiché una richiesta indirizzata alla compagnia sbagliata o formulata in maniera incompleta potrebbe determinare inutili ritardi.

Quanto tempo ha l’assicurazione per formulare un’offerta?

Per i danni alla persona, la compagnia assicurativa deve formulare un’offerta oppure comunicare i motivi per i quali non ritiene di formularla entro 90 giorni dalla ricezione della documentazione completa o dalla visita medico legale.

Il termine decorre dalla ricezione del certificato medico attestante la guarigione o la stabilizzazione dei postumi.

Tuttavia, qualora la richiesta risulti incompleta, la compagnia può chiedere l’integrazione della documentazione, con conseguente slittamento dei termini.

Il decorso dei 90 giorni non significa inoltre che la somma proposta sia necessariamente corretta.

Prima di accettare l’offerta è opportuno verificare che siano stati considerati tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dal sinistro.

Attenzione alle offerte premature della compagnia assicurativa

Molto spesso la compagnia assicurativa può formulare un’offerta quando il percorso di cura non è ancora terminato oppure prima che sia stata effettuata una completa valutazione medico-legale.

Accettare una somma a saldo impedice al danneggiato di richiedere successivamente un’integrazione, anche qualora emergano ulteriori postumi o conseguenze economiche.

Per tale ragione è fondamentale comprendere bene i propri diritti anche in caso di piccoli danni e non confidare che la propria assicurazione può assistervi come un professionista specializzato del settore.

La firma di una dichiarazione contenente la rinuncia a ulteriori richieste potrebbe infatti precludere la possibilità di ottenere il risarcimento di danni non ancora correttamente valutati.

L’assistenza dello Studio Legale Menghetti

Lo Studio Legale Menghetti assiste le persone che hanno riportato lesioni in incidenti stradali a Roma e su tutto il territorio nazionale.

L’assistenza comprende:

  • l’analisi della dinamica del sinistro;
  • l’assistenza alle corrette dichiarazioni sulla dinamica
  • l’accertamento delle responsabilità;
  • l’acquisizione dei verbali o delle prove utili;
  • la raccolta e la verifica della documentazione medica;
  • l’individuazione della corretta procedura risarcitoria;
  • l’assistenza durante il percorso medico-legale;
  • la quantificazione dei danni alla persona;
  • la valutazione dei danni patrimoniali e lavorativi;
  • la gestione dei rapporti con le compagnie assicurative;
  • la verifica delle offerte formulate;
  • la trattativa stragiudiziale;
  • l’eventuale azione giudiziaria e la scelta della migliore

Una gestione tempestiva della pratica può essere fondamentale per evitare errori, raccogliere correttamente le prove e verificare che il risarcimento tenga conto di tutte le conseguenze effettivamente provocate dall’incidente.

Domande frequenti sul risarcimento delle lesioni da incidente stradale

Quali lesioni vengono risarcite dopo un incidente stradale?

Possono essere risarciti tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, comprese le lesioni fisiche e psichiche effettivamente provocate dall’incidente, purché adeguatamente documentate.

Possono quindi rientrare nel risarcimento fratture, traumi, distorsioni, lesioni muscolari o articolari, cicatrici, danni neurologici, disturbi psicologici e ogni ulteriore conseguenza accertata dai sanitari.

Naturalmente, non è sufficiente produrre un certificato medico generico. È importante avere un primo accesso al Pronto Soccorso nelle successive 24 ore e idonea documentazione specialistica e strumentale.

È necessario dimostrare che le lesioni siano compatibili con la dinamica del sinistro e che il percorso clinico successivo risulti coerente e continuativo.

Per queste ragioni, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a una struttura sanitaria, conservare tutta la documentazione relativa alle cure effettuate e richiedere una prima consulenza a un professionista del settore.

Come si dimostra che le lesioni dipendono dall’incidente?

Il collegamento tra l’incidente e le lesioni deve essere dimostrato attraverso la documentazione sanitaria e la ricostruzione della dinamica del sinistro.

Assumono particolare importanza il verbale del Pronto Soccorso, la vicinanza temporale tra il sinistro e la comparsa dei sintomi, gli esami diagnostici, le prescrizioni mediche e la continuità delle cure senza interruzioni temporali.

Se il danneggiato si reca dal medico molti giorni dopo l’incidente oppure interrompe il percorso terapeutico per lunghi periodi, la compagnia potrebbe contestare che i disturbi siano realmente conseguenza del sinistro.

È quindi opportuno segnalare tempestivamente tutti i sintomi, anche quelli che inizialmente potrebbero sembrare di lieve entità.

Come viene calcolato il risarcimento delle lesioni?

La quantificazione del danno non può essere effettuata considerando esclusivamente i giorni di prognosi o la percentuale di invalidità permanente.

Occorre infatti valutare l’età del danneggiato, la durata effettiva delle cure, i giorni di invalidità temporanea, gli eventuali postumi permanenti, la sofferenza subita e le limitazioni provocate nella vita quotidiana.

Devono inoltre essere considerate le spese mediche, la perdita di reddito, l’eventuale riduzione della capacità lavorativa e le future necessità terapeutiche o assistenziali.

Per tale ragione, prima di formulare una richiesta definitiva, è opportuno attendere la conclusione delle cure e sottoporsi a una valutazione medico-legale completa.

Esistono inoltre apposite tabelle per la microinvalidità permanente e per la macroinvalidità permanente, oltre ai barème medico-legali e ai criteri specialistici, come le linee guida SIMLA e il testo Ronchi, Mastroroberto, Genovese.

Quando deve essere effettuata la visita medico-legale?

La visita medico-legale dovrebbe essere effettuata dopo la guarigione o dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche.

Spesso è necessario non avere fretta e attendere qualche mese, perché una valutazione svolta quando il percorso terapeutico è ancora in corso potrebbe non consentire di individuare correttamente eventuali postumi permanenti o successivi.

Il medico-legale dovrà esaminare tutta la documentazione sanitaria, valutare la durata dell’invalidità temporanea e determinare l’eventuale percentuale di invalidità permanente.

La valutazione medico-legale di parte consente inoltre di verificare se la successiva offerta della compagnia assicurativa sia adeguata rispetto al danno effettivamente subito.

È importante considerare che, quando le somme vengono accettate definitivamente come saldo e non come acconto, la partita di danno viene chiusa.

L’assicurazione può contestare i giorni di malattia?

Sì. La compagnia assicurativa può contestare il numero dei giorni di invalidità temporanea quando ritiene che il periodo certificato non sia adeguatamente giustificato dalla documentazione sanitaria.

Ciò può verificarsi, ad esempio, in presenza di certificazioni generiche, interruzioni prolungate delle cure o terapie non supportate da prescrizioni mediche.

Per evitare contestazioni è importante seguire il percorso terapeutico indicato, effettuare regolarmente i controlli e conservare tutta la documentazione.

Il numero dei giorni riconosciuti dalla compagnia non deve comunque essere accettato automaticamente. Può essere verificato attraverso la valutazione del medico-legale di parte e discusso sia in sede di visita medico-legale sia nella trattativa con il liquidatore dell’assicurazione.

Posso ottenere il risarcimento anche se ho una parte di responsabilità?

Sì. Il concorso di colpa non esclude automaticamente il diritto al risarcimento.

La somma riconosciuta viene però ridotta in proporzione alla percentuale di responsabilità attribuita al danneggiato. Solitamente la liquidazione può avvenire al 100%, al 75%, al 50% o al 30%, a seconda della dinamica e della quota di responsabilità riconosciuta.

Per tale ragione è fondamentale ricostruire correttamente la dinamica attraverso il verbale delle Autorità, le fotografie, le dichiarazioni dei testimoni, gli eventuali filmati e ogni altro elemento utile.

Occorre inoltre prestare particolare attenzione alle dichiarazioni rese subito dopo il sinistro, perché potrebbero essere utilizzate dalla compagnia per attribuire al danneggiato una responsabilità maggiore rispetto a quella effettiva.

Cosa succede se accetto un’offerta troppo bassa?

Se l’offerta viene accettata come saldo definitivo, potrebbe non essere più possibile richiedere ulteriori somme, anche se successivamente emergessero danni non correttamente valutati.

La somma può invece essere trattenuta come acconto sul maggior avere successivo, ma se la lesione è stata documentata in modo carente il risultato futuro potrebbe essere compromesso.

È quindi necessario verificare fin dall’inizio tutti gli accertamenti da eseguire e le visite mediche da effettuare, rispettando anche le tempistiche corrette e consecutive.

Prima di accettare qualsiasi importo è opportuno verificare che siano stati considerati i giorni di invalidità, i postumi permanenti, le spese mediche, la sofferenza subita e le eventuali conseguenze lavorative.

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento?

Il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale è normalmente soggetto a un termine di prescrizione di due anni.

Tuttavia, qualora il fatto costituisca anche reato, potrebbe trovare applicazione un termine più lungo, ad esempio di cinque anni in caso di lesioni.

È comunque sconsigliabile attendere l’avvicinarsi della scadenza, perché con il trascorrere del tempo può diventare più difficile acquisire verbali, rintracciare testimoni e documentare correttamente le conseguenze del sinistro.

Per queste ragioni, è opportuno inviare tempestivamente una formale richiesta di risarcimento e verificare che la prescrizione venga correttamente e periodicamente interrotta.

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